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Ins. Sc. Primaria

Docenti
PROFILO
L’ insegnante di scuola elementare insegna a bambini di età fra i 6 e gli 11 anni e provvede a una prima alfabetizzazione culturale nell’ambito dell’istruzione obbligatoria.
Egli promuove l’acquisizione di un primo livello di abilità e conoscenze relative al mondo umano e naturale. Dopo aver costituito, tradizionalmente una figura di insegnante unico, dal 1971, è stato istituito il tempo pieno con l’avvio, in diverse scuole, esperienze di prolungamento dell’orario scolastico che hanno comportato l’introduzione di insegnamenti “speciali” e di docenti supplementari.
Mentre nel 1990 con la legge 148 viene istituito il cosiddetto “modulo” che segna la fine del docente “unico” con la presenza di una pluralità di docenti, secondo le diverse discipline. Parte del lavoro dell’insegnante si svolge fuori della classe e prevede la programmazione e il coordinamento del lavoro con gli altri docenti, la preparazione delle lezioni e delle attività, la correzione delle prove scritte e grafiche, la partecipazione a corsi di aggiornamento, gli incontri con i genitori, le iniziative didattiche esterne alla scuola e la presenza nelle attività previste nelle scuole a tempo pieno.

Le attività dell’insegnante di scuola primaria prevedono:
  • preparare lezioni e esercitazioni;
  • svolgere lezioni frontali e esercitazioni individuali o in piccoli gruppi in modo da facilitare l’apprendimento;
  • svolgere prove di verifica orali (interrogazioni) o scritte;
  • correggere le prove scritte;
  • riportare su un apposito registro l’attivita svolta ogni giorno in classe e i voti attribuiti agli studenti;
  • incontrare periodicamente i genitori comunicando i risultati ottenuti dai figli;
  • partecipare a riunioni con il capo di istituto e tutti gli insegnanti di una determinata classe esaminando l’andamento della classe e attribuendo le valutazioni di sintesi a ciascun studente.

REQUISITI
Oltre alla preparazione metodologica, didattica e culturale, richiesta a tutti i docenti, per svolgere la professione di insegnante di scuola elementare o primaria occorre:

  • conoscenze estese a tutti gli ambiti culturali (linguistico, matematico, storico ecc…);
  • conoscenze socio e psico pedagogiche;
  • capacità di progettazione didattica, organizzazione e verifica dell’apprendimento;
  • capacità di autoaggiornamento, ricerca e sperimentazione;
  • capacità di comunicazione, di ascolto e di interazione sul piano affettivo.
  • capacita di relazione, empatia, leadership.

Per lo svolgimento della sua attività utilizza libri di testo, registro, e a seconda dei casi computer, attrezzatura da laboratorio, carte geografiche, videocassette, proiettori eec.

FORMAZIONE
Per accedere all’insegnamento nella scuola elementare è stato finora sufficiente il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore abilitante, acquisito presso un istituto magistrale di durata quadriennale e il superamento di un concorso a cattedre.
Dall’anno scolastico 1998-99 è stato istituito il Liceo socio-psicopedagogico che sostituisce sia la Scuola che l’Istituto magistrale e rappresenta il primo gradino della formazione dei nuovi insegnanti di scuola primaria e materna.
Dal 2000 è stato istituito uno specifico Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria.
Per essere assunti in scuole pubbliche, oltre alla laurea e necessario superare un concorso bandito dal Ministero dell’istruzione oppure una lunga esperienza di insegnamento acquisita attraverso incarichi a termine.

SBOCCHI PROFESSIONALI
Se il numero degli insegnanti è attualmente in soprannumero, il loro fabbisogno dovrebbe rimanere elevato a causa dei tassi di pensionamento molto alti che hanno caratterizzato, negli ultimi anni, questa figura.
Questo compenserebbe del tutto la variazione negativa determinata dal calo della scolarità e permetterebbero l’assunzione di un numero consistente di insegnanti.
Nell’ambito della funzione docente, finora non è esistita una reale progressione nei percorsi di carriera e le uniche possibilità di avanzamento all’interno dell’insegnamento sono state infatti l’anzianità di servizio e i passaggi di ruolo nella scuola media nell’ambito del 10% dei posti disponibili e, all’esterno dell’insegnamento, il superamento dei concorsi a capo d’istituto (per gli insegnanti laureati con almeno 5 anni di servizio in ruolo).
Gli insegnanti possono inoltre, essere distaccati presso l’amministrazione scolastica, le università, gli istituti culturali, o presso enti e associazioni con personalità giuridica, per svolgere compiti educativi, oppure essere collocati fuori ruolo presso altre amministrazioni statali, ad esempio, presso le istituzioni culturali operanti all’estero.

Si tratta di un lavoro che si svolge principalmente in forma continuativa, dipendente e a tempo pieno. Sono tuttavia numerosi i contratti a tempo determinato dovuti alle supplenze scolastiche e sono dunque frequenti le situazioni di lavoro precario, soprattutto all’inizio del percorso di carriera. Nelle scuole statali l’insegnante di scuola elementare ha un orario di insegnamento di 22 ore settimanali più 2 ore di programmazione didattica in orario extrascolastico (per 5 o 6 giorni alla settimana a seconda dell’organizzazione scolastica) e di 20 ore mensili non di insegnamento (attività funzionali all’insegnamento, come previsto dal nuovo Ccnl del 26 maggio ’99).
Le attività di insegnamento si svolgono per almeno 200 giorni all’anno nel corso di 10 mesi ed il loro calendario varia nelle diverse regioni. Il periodo di ferie è di un mese, ma di fatto comprende un altro mese estivo nel quale non si svolgono attività didattiche, esami, scrutini o corsi di aggiornamento.

Data: 28/12/2009
Fonte: Isfol
Certe persone le spremi e si svegliano, altre crollano.
(Al Pacino)
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